23 luglio 2011

Una bella scampagnata


Le cuffie trasmettono "Recycled air" (clicca qui) mentre Lucky  affannosamente insegue la strada che porta ad una delle nostre mete preferite. Umidità e grigie nuvole fanno da sponsor alla missione mattutina. Sono le 9.32; è Sabato mattina. Raggiungiamo Paparazio dove ad accoglierci non c'è più il solito giallo ma un inquietante nero. Spengo le cuffie e stacco Lucky. Le cicale che cantano danno speranza mentre l'odore intenso di legno verde bruciato semina sconforto. C'è tristezza nel mio viso quando percorro il tappeto nero che mi porta verso la ferrovia.
Mi siedo al fianco di un tronco che sbuffa fumi e mi chiedo "Chissà se Lucky sta capendo cosa è successo..", "Chissà se la gente sa cosa è successo", "Chissà se gli importa".  
La risposta ce l'ho davanti ai miei occhi. Lucky cerca piccole macchie gialle per non bruciarsi. Il resto della pineta è vuota. Solo io e lui. Dove sono gli altri? Forse dormono dopo un lungo Venerdi' o forse piantano un ombrellone tra tremila ombrelloni.
Molti miei ricordi d'infanzia riposano tra quegli alberi, moltissimi ricordi del mio presente  vivono in quel posto.
"Dove sono quelli degli altri?".

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