22 marzo 2011

Un viaggetto a Roma


1 intercity, una scamorza al forno, una settantina di km a piedi, una capatina al bar dei cesaroni (v. foto in alto), una cacio e pepe, un espresso notte ed una puzza di piedi indicibile. Odio le Puma che non mi permettono di riposare un attimo ma amo chi mi ha fatto di emozionare nel medesimo istante.  Ho trascorso due giorni a Roma per assistere e commuovermi durante la laurea della mia dolce metà. Fatta questa meritatissima premessa mi appresto a concludere scrivendo che di Roma non c'ho mai capito un cazzo, cosi' tanto grande da farmi sentire nullo, quasi trasparente. Mentre altre città mi concedono la possibilità di essere un puntino disperso nel tutto, la capitale no. Purtroppo non riuscirei a viverci, nonostante le superadorabili trattorie tipiche, l'innegabile splendore di ogni singolo quartiere e il coinvolgete accento.

2 commenti:

Antonio Coimbra ha detto...

Bellissima la prima foto!!!!
Se venuto proprio bene :) :)

tubulidae ha detto...

grazie beddo. Lo so, sono fotogenico dal cappello in su. :)