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17 gennaio 2012

Con una storia dalla Spagna


Sono appena rientrato da Madrid. Non illudetevi, non si è trattata di una vacanza. Lasciare a casa Lucky con una febbre altissima è stato difficilissimo ed il suo pensiero ha accompagnato ogni nostro movimento in giro per la città. Per una vacanza non saremmo partiti, ma oggi Madrid rappresenta altro, dovevamo esserci. Fortunatamente le nostre famiglie gli hanno datto l'affetto e le cure che merita... gli ringrazierò per sempre. Premesso questo, ricordo che una volta ho letto un libro intitolato "gli straordinari poteri degli animali", di Rupert Sheldrake, in cui si affermava che i cani riescono a comunicare con i propri padroni tramite la telepatia, indipendentemente dalla distanza.
Vi racconterò una storia.
Mentro ero a Madrid mia madre telefona dicendomi che Lucky sta male, è peggiorato. Improvvisamente mi rattristo e con Valeria preghiamo e speriamo che resista, che continui a lottare come ha sempre fatto. Il nostro messaggio è come se improvvisamente venisse percepito a migliaia di km di distanza. Mamma mi racconta di come poco dopo la nostra chiamata Lucky si sia alzato da terra e sia voluto uscire a fare due passi. Il giorno dopo la piazza di Madrid era piena di cani, centinaia di cani radunati davanti ai nostri occhi. Tutti questi cani capeggiati da un alano, il mio preferito, volevano tranquillizzarmi, tranquillizzarci e inviare un messaggio di solidarietà al super-eroe. Mi piace credere così, che questa non sia solo una storia. Mi piace credere a Sheldrake e a tutti i cani del mondo.Vi voglio bene.
Dedicherò nei prossimi giorni un post specifico con voti e pagelle sulla capitale iberica... stay tuned.

06 novembre 2011

Colpa dell'autunno


Si è soliti parlare del meteo quando non si sa cosa dire. Io qualcosa da dire ce l'avrei, ma il maledetto mal di gola  mi irrita e mi spaventa. Allora dò la colpa al meteo e mi nutro mangiando funce ascuante e rape stufate, veri colpevoli della mia diarrea e dell' aerofagia. L'autunno è anche questo: raffreddori, pioggia,  giubbini di finta pelle e passeggiate a cielo coperto, troppo coperto. Disastri idrogeologi, fiumi straripanti e morti innocenti. Colpa dell'autunno che apre le porte al 2012, anno della fine del mondo. Colpa nostra che scarichiamo le nostre colpe sugli altri o semplicemente su una stagione, su una data fittizia. Colpa mia che mangio funghi e rape, condannando meteo e raffreddore. Sto vo caco.

23 luglio 2011

Una bella scampagnata


Le cuffie trasmettono "Recycled air" (clicca qui) mentre Lucky  affannosamente insegue la strada che porta ad una delle nostre mete preferite. Umidità e grigie nuvole fanno da sponsor alla missione mattutina. Sono le 9.32; è Sabato mattina. Raggiungiamo Paparazio dove ad accoglierci non c'è più il solito giallo ma un inquietante nero. Spengo le cuffie e stacco Lucky. Le cicale che cantano danno speranza mentre l'odore intenso di legno verde bruciato semina sconforto. C'è tristezza nel mio viso quando percorro il tappeto nero che mi porta verso la ferrovia.
Mi siedo al fianco di un tronco che sbuffa fumi e mi chiedo "Chissà se Lucky sta capendo cosa è successo..", "Chissà se la gente sa cosa è successo", "Chissà se gli importa".  
La risposta ce l'ho davanti ai miei occhi. Lucky cerca piccole macchie gialle per non bruciarsi. Il resto della pineta è vuota. Solo io e lui. Dove sono gli altri? Forse dormono dopo un lungo Venerdi' o forse piantano un ombrellone tra tremila ombrelloni.
Molti miei ricordi d'infanzia riposano tra quegli alberi, moltissimi ricordi del mio presente  vivono in quel posto.
"Dove sono quelli degli altri?".

10 maggio 2011

Mi sbilancio..... vado a votare


Nella mia vita ho votato una sola volta. Era il 2001, anno che ricordo per le veloci pedalate a cavallo di una  rossa bianchi e per lente corse con una rossa Fiat 126. 
Votai Bagnardi e vinsi. Con gli amici festeggiammo sfrecciando a 20 Km/h  davanti alla sede del centro-destra e mostrando dai finestrini della 126 nude natiche agli sconfitti. 
Ironia della sorte le stesse chiappe si mostrarono impreparate ad accogliere spiacevoli inculate.
La mia nazione e il mio comune sprofondavano nello squallore e negli anni che seguirono alternai successi personali a fallimenti collettivi.  Esperienze all'estero di volontariato, studio e viaggio mi portarono a decidere della mia vita senza delegare. Chiusi la mia scheda elettorale in un cassetto e osservai gli eventi con distacco e dispiacere. Nel giorno stesso della mia lode decisi di lasciare Grottaglie, troppo meschina per offrirmi opportunità che superassero l'ILVA e la firma breve. Dal Portogallo prima e dall'Ungheria poi seguivo le vicende di giovani che si battevano contro una discarica speciale e di ragazzi che cercavano di  svegliare la collettività con schiaffoni chiamati murales. Leggevo e cercavo di informarmi.  Pensavo a Grottaglie, a quanto fosse diventato normale morire di tumore a 40 anni, a quanti ragazzi raggiungevano la pazzia per mancanza di certezze e a quanti cercassero certezze nelle botte o nella droga. Pensavo a Grottaglie ma il mio stipendio mi garantiva una vita che in Italia sognamo solo a rate. Poi un giorno ho deciso di tornare. Sono  andato dal  grande capo e ho lasciato un contratto a tempo indeterminato per tornare a tempo indeterminato a Grottaglie. La mia città aveva bisogno di gente come me, mi  avevano detto.
Ho così aperto il mio piccolo studio di ceramica dove inseguo i miei sogni di cambiamento. Ho rispolverato la scheda elettorrale offrendola a Lino Grippa come documento d'identità in cambio di 2 casse, ma non ha funzionato. La scheda serve ad altro, forse.
Serve a sognare, sperare e scacciare.  Serve a scacciare chi ha abusato della mia terra e della  mia gente. La scheda serve a votare. Io voterò Ciro D'alò perchè è la persona che sento piu' vicina al mio ideale di cambiamento. Comprenderò chi deciderà di votare le altre liste civiche o De Filippis ma pregherò che non ci sia molta gente pronta a sventolare le proprie chiappe da un finestrino. Io l'ho fatto per una volta 12 anni fa, molti grottagliesi lo fanno quotidianamente da una vita. 

30 aprile 2011

Menù dell'informazione


Sono solito guardare la televisione per pochissime ore al giorno, lasciando condire la colazione, il pranzo e la cena rispettivamente con  i telegiornali delle 8.00, delle 13.00 e delle 20.00. 
Tra un bicchiere d'acqua ed una notizia di merda osservo con stupido stupore come le notizie siano elencate precisamente seguendo uno standard preciso. Se ho ben capito, dovrebbe essere questo:
- Supercatasrofi o supereventi,
- Politica (interna o estera),
- Cronaca,
- Sport,
- Extra (spettacolo e curiosità).
Questo Menu', sconsigliato ai vegetariani perchè accompagnerà per il resto della loro vita notizie disperate a primi piatti carboidrati, ha secondo me uno scopo preciso:
Preoccupare il mondo per poi rassicurarlo. Si inizia con tifoni e tsunami e si termina con gol di testa e girovita estivi. Dopo il caffe', in fondo in fondo, tutto va bene. Non preoccupiamoci delle notizie che non rietrano nel target elencato, semplici guerre dimenticate o fallimenti politici annunciati, ma attendiamo con ansia la prossima sciagura. Attendiamola e imploriamola quel tanto che basta fino all'arrivo del prossimo dolce. Tre volte al giorno.

10 dicembre 2010

Registratore di cassa


Mi aggiro per le vie del piccolo paesino in compagnia del grande registratore di cassa. Devo venderlo, per poter liberare mia cugina da una inutile quanto ingombrante presenza. Guido e parlo con il grande oggetto. Pongo domande e non ricevo risposte. Forse è triste perchè cosciente del suo stato. Per ogni registratore usato in vendita c'è una serranda abbassata. Quel silenzioso oggetto è  la rappresentazione materiale della fine di un sogno, un tentativo di realizzazione non riuscito. Mentre giro noto locali in vendita ed in affitto. Serrande chiuse e registratori di cassa in giro per la città. Un traffico incredibile, ma non bisogna fermarsi. Il Natale è vicino.

27 agosto 2010

Prevedere il futuro


Non abbiamo potere nei confronti del futuro. Prevederlo è impossibile. Affidiamo all'ISTAT domande scontate e chiediamo al meteo se il sole ci accompagnerà in vacanza. 
Siamo incapaci di prevedere il futuro e ne siamo contenti.
Pozzi di petrolio nel mezzo dell'oceano e  pale eoliche a 10.000 m di altezza. Bombolette spray  per deodorare il mondo ed un mondo di plastica per proteggere le bombolette spray.
Non abbiamo colpa se un orso polare muore di caldo e se l'oceano si tinge di nero. Non abbiamo colpa se la terra non respira e se si diffondono epidemie alimentari.
Profumati e sazi  ascoltiamo troppi giornali-radio seduti in comodi macchinoni. Siamo convinti che solo con più punti sulla patente potremmo inseguire un futuro migliore, semplicemente premendo sull'accelleratore.
Un inseguimento sfrenato del progresso.  Non riusciamo a renderci conto che basterebbe rallentare.  Rallentare non è sinonimo di regredire. Rallentare non significa frenare. Mi fermo qui.

28 maggio 2010

Top Kill


Il petrolio continua ad inquinare oceani troppo lontani da noi. Le nostre macchine sfrecciano indifferenti, menefreghiste nei confronti di un disastro già dimenticato.
Vivendo in un piccolo paese amplifichiamo le distanze e riteniamo quella locale l'unica attualità che ci coinvolge.
Gli avvenimenti che interessano la mia piccola cittadina sono pochi e di poco interesse.
Aggiornare il blog sarà difficile.
Percorrere strade identiche, osservando le stesse facce, alla stessa ora, non stimola la creatività.
Bisogna avventurarsi in vicoli dimenticati, ricercare la novità nella semplicità di un paio di calze impiccate al balcone di una casa vuota. Bisogna farlo spesso, anche adesso che angurie ed ombrelloni stanno per invadere nuovamente i nostri splendidi lidi.
L'Ilva è troppo lontana, il golfo del Messico è su un altro pianeta. Siamo pronti a metterci in fila per ore nelle nostre macchine alimentate da supercare benzine. Le macchine devono continuare a muoversi. A qualsiasi costo. Bisogna raggiungere il mare.
Il nostro mare. Azzurro, incontaminato....